“Decreto Sostegni” Profili di interesse della Commissione agricoltura

  • Articolo 1, commi 1-12 (Contributo a fondo perduto in favore degli operatori economici e proroga dei termini per precompilata IVA)

L’articolo 1 riconosce un contributo a fondo perduto a favore dei soggetti titolari di partita IVA che svolgono attività d’impresa, arte o professione o producono reddito agrario

 

  • Articolo 1, commi 13-17-bis (Aiuti di importo limitato e aiuti sotto forma di sostegno a costi fissi non coperti)

L’articolo 1, commi da 13 a 17-bis, disciplina le condizioni per fruire di talune misure di aiuto autorizzate dalla Commissione europea, o per le quali è necessaria l’autorizzazione della Commissione europea, sulla base delle Sezioni 3.1 (“Aiuti di importo limitato”) e 3.12 (“Aiuti sotto forma di sostegno a costi fissi non coperti”) della Comunicazione della Commissione europea del 19 marzo 2020 C(2020) 1863 final (Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza del COVID-19), e successive modifiche. La disciplina europea relativa agli aiuti temporanei di importo limitato ne consente l’erogazione alle imprese che si trovano di fronte a un’improvvisa carenza o addirittura indisponibilità di liquidità. L’importo complessivo dell’aiuto non supera 1,8 milioni di EUR per impresa. L’aiuto – che deve essere concesso entro e non oltre il 31 dicembre 2021 – non può essere concesso a imprese che si trovavano già in difficoltà il 31 dicembre 2019, ad eccezione, alle condizioni previste, delle microimprese o alle piccole imprese. Particolari condizioni si applicano alle imprese operanti nella trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli, mentre è prevista una disciplina speciale per le imprese dei settori dell’agricoltura, della pesca e dell’acquacoltura.

 

  • Articolo 1-bis (Contributo a fondo perduto per start up)

L’articolo 1-bis – di cui le Commissioni riunite propongono l’inserimento con gli identici emendamenti 1.136 (testo 3), 1.89 e 1.138, approvati nel corso dell’esame in sede referente – al comma 1 riconosce per il 2021 un contributo a fondo perduto nella misura massima di euro 1.000 ai soggetti titolari di reddito d’impresa che hanno attivato la partita IVA dal 1° gennaio 2018 al 31 dicembre 2018, la cui attività d’impresa, in base alle risultanze del Registro delle imprese tenuto presso la Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura, è iniziata nel corso del 2019, a cui non spetta il contributo di cui all’ articolo 1 del decreto-legge in esame. Il contributo è riconosciuto a condizione che l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi del 2020 non sia inferiore almeno del 30 per cento rispetto all’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi del 2019, purché siano rispettati gli altri requisiti e condizioni previsti dal citato articolo 1 del decreto-legge in esame.

 

 

  • Articolo 1-bis (Esenzione prima rata IMU per gli operatori economici destinatari del contributo a fondo perduto)

Nel corso dell’esame in sede referente è stato proposto l’inserimento dell’articolo 1-bis (em. 6.0.226 t2 e idd.) che esenta dal pagamento della prima rata dell’IMU 2021 i soggetti destinatari del contributo a fondo perduto disposto dal provvedimento in esame (articolo 1, commi 1-4), cioè i soggetti passivi titolari di partita IVA che svolgono attività d’impresa, arte o professione o producono reddito agrario, con alcune eccezioni e a specifiche condizioni, in termini di limiti di reddito, ricavi o compensi, valevoli per accedere al contributo. Per il ristoro ai comuni delle minori entrate viene costituito un apposito Fondo nello stato di previsione del Ministero dell’interno con una dotazione di 142,5 milioni per l’anno 2021.

 

 

  • Articolo 7 e Articolo 8, commi da 1 a 8 e da 12 a 14 (Interventi di integrazione salariale con causale COVID-19)

I commi da 1 a 8 e da 12 a 14 dell’articolo 8 prevedono – con riferimento ai trattamenti ordinari di integrazione salariale, agli assegni ordinari di integrazione salariale e ai trattamenti di integrazione salariale in deroga, già riconosciuti secondo una disciplina transitoria, posta in relazione all’emergenza epidemiologica da COVID-19 – la concessione di ulteriori periodi di trattamento.

Questi ultimi vengono ammessi – in relazione ai casi di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa per eventi riconducibili alla suddetta emergenza – nella misura massima complessiva di: – tredici settimane, relative al periodo 1° aprile 202137 -30 giugno 2021, per i trattamenti ordinari di integrazione salariale (comma 1); – ventotto settimane, relative al periodo 1° aprile 202138 -31 dicembre 2021, per i trattamenti di integrazione salariale in deroga (comma 2). In base all’interpretazione seguita dal messaggio dell’INPS n. 1297 del 26 marzo 2021, a tale numero di settimane si possono aggiungere, nella parte ancora non eventualmente fruita, le dodici settimane previste (sempre con causale COVID19) per il periodo 1° gennaio 2021-30 giugno 2021 dalla normativa precedente39 (fermo restando il termine di fruizione di queste ultime entro il 30 giugno 2021); – ventotto settimane, relative al periodo 1° aprile 202140 -31 dicembre 2021, per gli assegni ordinari di integrazione salariale (commi 2 e 7), sia per quelli dei Fondi di solidarietà bilaterali istituiti presso l’INPS sia per quelli dei Fondi di solidarietà bilaterali cosiddetti alternativi41 (relativamente a questi ultimi, il concorso finanziario statale è definito dal comma 7). Anche in tal caso, in base all’interpretazione seguita dal messaggio dell’INPS n. 1297 del 2021, è ammesso il cumulo con le dodici settimane previste (sempre con causale COVID-19) dalla suddetta normativa precedente per il periodo 1° gennaio 2021-30 giugno 2021; – centoventi giorni, relativi al periodo 1° aprile 2021-31 dicembre 2021, per i trattamenti di integrazione salariale per i lavoratori dipendenti agricoli a tempo indeterminato (CISOA) (comma 8).

Anche in tal caso, secondo l’interpretazione seguita dal messaggio dell’INPS n. 1297 del 2021, è ammesso il cumulo con le novanta giornate di trattamento previste (sempre con causale COVID-19) dalla suddetta normativa precedente per il periodo 1° gennaio 2021-30 giugno 2021. La circolare dell’INPS n. 72 del 29 aprile 202142 specifica che le prestazioni di cui ai commi 1, 2 e 7 possono essere chieste anche con riferimento all’inizio della settimana in cui si colloca il suddetto termine del 1° aprile, quindi dal 29 marzo 2021. Al riguardo, l’emendamento 8.3 (testo 2) ed altri emendamenti identici, approvati in sede referente, propongono, con l’inserimento di un comma 2-bis, di consentire il riconoscimento delle medesime prestazioni in continuità con quelle possibili (sempre con causale COVID-19) in base alla normativa precedente, ove interamente fruite, quindi con possibile decorrenza già dal 26 marzo 2021.

I termini e le modalità per le domande, per gli invii dei dati e per i relativi pagamenti sono oggetto dei commi da 3 a 6 e 8 (oltre che della norma di rinvio posta dal comma 7). L’emendamento 8.37 (testo 2), approvato in sede referente, propone, con l’inserimento di un comma 3-bis e di un comma 3-ter, un differimento di termini temporali già scaduti, relativi alle domande o agli invii di dati per le prestazioni con causale COVID-19 previste dalle norme precedenti, e una riduzione per il 2021, pari a 5 milioni di euro, del “Fondo per far fronte ad esigenze indifferibili”. Il comma 12 dello stesso articolo 8 definisce i limiti di spesa per i nuovi trattamenti suddetti (diversi dalle prestazioni oggetto del citato comma 7). I limiti vengono posti distintamente con riferimento alle seguenti tipologie: trattamenti ordinari di integrazione salariale ed assegni ordinari di integrazione salariale dei Fondi di solidarietà bilaterali istituiti presso l’INPS; trattamenti di integrazione salariale in deroga; trattamenti di integrazione salariale per i lavoratori dipendenti agricoli a tempo indeterminato (CISOA). Ulteriori profili finanziari, relativi ad eventuali fattispecie specifiche, sono definiti dal successivo comma 13, mentre il comma 14 concerne la copertura finanziaria degli oneri (derivanti dai commi 7 e 12). Alla copertura concorrono le rimodulazioni di cui al precedente articolo 7, il quale opera alcune riduzioni degli stanziamenti e degli oneri previsti in materia per il periodo 16 novembre 2020-31 dicembre 2020 e per i primi mesi del 2021.

 

 

Articolo 8, commi 9-11 (Disposizioni in materia di licenziamento) L’articolo 8, ai commi da 9 a 11, preclude ai datori di lavoro, salve specifiche eccezioni, la possibilità di avviare le procedure di licenziamento individuale e collettivo nonché di recedere dal contratto per giustificato motivo oggettivo: a) fino al 30 giugno 2021, per coloro che richiedano il trattamento di cassa integrazione ordinaria; b) dal 1° luglio 2021 al 31 ottobre 2021, per coloro che richiedano l’assegno ordinario e il trattamento di integrazione salariale in deroga. Le disposizioni in esame, inoltre, sospendono di diritto, salve specifiche eccezioni, le procedure di licenziamento e le procedure inerenti l’esercizio della facoltà di recesso dal contratto per giustificato motivo oggettivo già avviate successivamente al 23 febbraio 2020. Il comma 10 dell’articolo dispone le medesime preclusioni e sospensioni contemplate al comma 9, ma prolungandone il periodo dal 1° luglio al 31 ottobre 2021, in considerazione: a) della concessione dell’ulteriore periodo di ventotto settimane per i trattamenti di assegno ordinario e di cassa integrazione salariale in deroga (per periodi intercorrenti tra il 1° aprile e il 31 dicembre 2021), disposto dal comma 2 dell’articolo 8 in esame (alla cui scheda di lettura si rinvia); b) della concessione del trattamento di cassa integrazione salariale per i lavoratori dipendenti agricoli a tempo indeterminato (CISOA) per una durata massima di centoventi giorni (nel periodo ricompreso tra il 1° aprile e il 31 dicembre 2021), disposto dal comma 8 dell’articolo 8 in esame

 

 

  • Articolo 19 (Esonero contributivo per le filiere agricole della pesca e dell’acquacoltura)

L’articolo 19 dispone, con riferimento al mese di gennaio del 2021, l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali (con esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL), per la quota a carico dei datori di lavoro, per le aziende appartenenti alle filiere agricole, della pesca e dell’acquacoltura, nonché agli imprenditori agricoli professionali, ai coltivatori diretti, ai mezzadri e ai coloni, che svolgono determinate attività. Sono, altresì, determinati i limiti individuali per l’accesso agli esoneri contributivi.

 

  • Articolo 30-bis (Canoni demaniali per le attività di pesca e acquacoltura)

L’articolo aggiuntivo 30-bis – che le Commissioni di merito propongono di inserire con l’approvazione dell’emendamento 30.091 testo 2 e di altri identici – riconosce un contributo ai concessionari di aree demaniali marittime per le attività di acquacoltura, pesca e ripopolamento, nonché per la realizzazione di manufatti destinati al prodotto ittico, nel limite di spesa di 1 milione di euro per il 2021.

 

  • Articolo 38 (Sostegno al sistema delle fiere)

 L’articolo 38, al comma 1, rifinanzia di 150 milioni di euro per l’anno 2021 il Fondo per la promozione integrata sui mercati esteri per la concessione di contributi a fondo perduto – commisurati ai costi fissi sostenuti dal 1° marzo 2020 e non coperti da utili – a favore degli enti fieristici italiani per il supporto ai processi di internazionalizzazione degli stessi enti. Il comma 2 dispone che ai relativi oneri si provveda ai sensi dell’articolo 42. Il comma 3 istituisce, nello stato di previsione del Ministero del Turismo, un Fondo destinato al ristoro delle perdite derivanti dall’annullamento, dal rinvio e dal ridimensionamento, a causa della pandemia da COVID-19, di fiere e congressi. Il Fondo viene dotato di 100 milioni per l’anno 2021. Il comma 4 demanda le modalità di riparto del Fondo ad un decreto del Ministro del turismo, da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto legge, tenendo conto dell’impatto economico negativo nel settore conseguente alle restrizioni determinate dalla pandemia. Ai sensi del comma 5, l’indennità di sostegno disciplinata dal comma 3 è incompatibile con i contributi a fondo perduto di cui al comma 1. Infine, il comma 6 dispone che agli oneri relativi al comma 3 si provveda ai sensi dell’articolo 42.

 

 

  • Articolo 39, comma 1 (Incremento del Fondo per lo sviluppo e il sostegno delle filiere agricole, della pesca e dell’acquacultura)

L’articolo 39, comma 1, incrementa, per il 2021, di 150 milioni di euro, il Fondo per lo sviluppo e il sostegno delle filiere agricole, della pesca e dell’acquacoltura.

 

  • Articolo 39-bis (Accesso delle imprese agricole al Conto termico)

L’articolo 39-bis, prevede che, nelle zone montane, le misure di incentivazione per interventi di incremento dell’efficienza energetica e di produzione di energia termica da fonti rinnovabili per impianti di piccole dimensioni, c.d. “Conto termico 2.0”, si applicano anche alle imprese il cui titolare esercita le attività di cui all’articolo 2135 del codice civile.

 

  • Articolo 39-bis (Semplificazioni in materia di controllo e certificazione delle macchine agricole e forestali)

L’articolo 39-bis, consente, al comma 1, al MIPAAF, nell’ambito delle proprie competenze, e al fine di sviluppare le conoscenze tecniche indispensabili ad assicurare la competitività del settore meccanico agrario, di avvalersi previa stipula di apposita convenzione, per il 2021 e nel limite di spesa di cui al comma 3 che costituisce tetto di spesa massima, dell’assistenza tecnica dell’ENAMA (Ente Nazionale Meccanizzazione Agricola).

 

 

  • Articolo 39, commi 1-bis-1-septies (Disposizioni su alimenti, imballaggi e cooperative)

I commi 1-bis-1-septies dell’articolo 39, che le Commissioni di merito propongono di introdurre con l’approvazione degli emendamenti 39.30 testo 3 e identici, contengono alcune disposizioni di carattere eterogeneo volte ad intervenire volte nei seguenti ambiti: prodotti ortofrutticoli di quarta gamma; caratteristiche della birra; proroga in materia di imballaggi; monitoraggio delle produzioni cerealicole e disciplina delle cooperative.

 

  • Articolo 39-bis (Disposizioni in materia di materiale vegetale spiaggiata)

L’articolo 39-bis, novella l’articolo 185, comma 1, lettera f) del codice dell’ambiente in materia di esclusioni dall’applicazione della parte quarta inerente i rifiuti, inserendo tra le esclusioni previste anche il riferimento alla posidonia spiaggiata, laddove reimmessa nel medesimo ambiente marino o riutilizzata a fini agronomici o in sostituzione di materie prime all’interno dei cicli produttivi, mediante processi o metodi che non danneggiano l’ambiente né mettono in pericolo la salute umana.

 

  • Articolo 40-bis (Disposizioni temporanee per le cooperative sociali cosiddette di tipo b e in materia di prevalenza della mutualità delle cooperative)

L’articolo 40-bis – di cui l’emendamento 40.0.17 ed altri emendamenti identici, approvati in sede referente, propongono l’inserimento – prevede alcune norme transitorie relative alla quota percentuale minima di lavoratori svantaggiati che devono essere occupati nelle cooperative sociali cosiddette di tipo b ed alla perdita, da parte di una società cooperativa, delle condizioni di mutualità prevalente

Commissione Agricoltura: APPROVATO IL DOCUMENTO ‘FROM FARM TO FORK’

Dal piatto al consumatore
Una strategia europea di grande ambizione : riduzione uso pesticidi, miglioramento del benessere animale , valorizzazione della agricoltura biologica .
Una strategia accolta con una certa freddezza dal mondo agricolo. Invece – dal mio punto di vista – si tratta non solo di una grande opportunità per il nostro Paese poiché noi siamo all’avanguardia sia dal punto legislativo che di pratiche innovative, ma perché non è una strategia pensata nelle ‘stanze politiche di Bruxelles’.
Piuttosto La sempre più stringente richiesta di a prodotti alimentari sicuri, sostenibili, equi e giusti, ci viene dai CONSUMATORI stessi . Che anche durante la pandemia hanno rivolto la loro scelta a prodotti sicuri, locali, di alta qualità , spesso provenienti da agricoltura biologica .
D’altronde siamo davanti anche in questo : produzione biologica italiana al 15,2 % contro la media europea dell8% .
Dunque, garantendo un reddito adeguato ai coltivatori, andiamo avanti su questa strada .
Qui le condizioni che abbiamo posto :
a) l’adozione delle future iniziative previste nel programma d’azione dovrebbe essere preceduta, al fine di garantire la sostenibilità delle misure, da valutazioni d’impatto approfondite, tenuto conto dell’esigenza di individuare i criteri di calcolo e i riferimenti temporali a partire dai quali misurare il conseguimento di ciascun obiettivo; in particolare, dovrebbero essere tenuti in debita considerazione, con riguardo alle situazioni specifiche dei singoli Stati membri, gli oneri a carico dei produttori e delle filiere, così come l’eventuale riduzione delle produzioni;
b) in ragione dei maggiori oneri che saranno posti a carico della filiera agricola in fase di attuazione della strategia, dovrebbero essere stabilite, al fine di evitare fenomeni di concorrenza sleale, adeguate condizioni di reciprocità nelle relazioni con i partner commerciali extra Ue, con particolare riguardo ai criteri di produzione e ai profili dell’ambiente, del lavoro e della salute;
c) la transizione verso sistemi alimentari sostenibili richiede per la sua realizzazione misure volte a tutelare la produttività e il reddito dei produttori primari;
d) al fine di garantire il rafforzamento e di promuovere l’internazionalizzazione del sistema agroalimentare, dovrebbero essere introdotti strumenti che consentano la costruzione di alleanze strategiche di filiera tra produttori agricoli, industria di trasformazione e operatori di mercato, in grado di far arrivare celermente i prodotti ai consumatori finali e al tempo stesso di trasferire ai produttori le esigenze espresse dai consumatori;
e) dovrebbero essere introdotte misure dirette a sostenere la competitività delle filiere zootecniche, in modo da assicurare il perseguimento degli obiettivi sia di efficienza energetica, sia di riduzione delle emissioni;
f) l’implementazione della strategia, anche alla luce dell’esigenza di garantire prezzi equi e una maggiore redditività della produzione agricola, potrebbe costituire l’occasione per avviare in generale una discussione sugli interventi per il settore agricolo con riguardo a regimi fiscali, premialità, diritti dei lavoratori, dinamiche dei prezzi remunerative, nonché alle misure da adottare nell’ottica dell’economia circolare e di filiere solide e trasparenti; in tale contesto, dovrebbero essere attuati interventi volti ad assicurare un reddito equo agli agricoltori e la protezione dei produttori da importazioni di cibo di bassa qualità, nonché da misure di dumping economico, sociale ed ambientale;
g) dovrebbero essere previsti specifici interventi a sostegno delle micro, piccole e medie imprese nella transizione verso pratiche e modelli produttivi più sostenibili, anche allo scopo di minimizzare gli oneri a loro carico; in particolare, al fine di scongiurare aggravi di carattere procedurale, dovrebbero essere ridotti quanto più possibile, gli adempimenti a carico delle suddette imprese, che andrebbero opportunamente modulati in funzione della dimensione e della tipologia dell’attività svolta;
h) occorre garantire un’equa distribuzione del valore lungo le filiere agroalimentari contro i rischi di frodi e contraffazioni, nonché migliorare la posizione degli imprenditori agricoli nella catena del valore rafforzando il contrasto alle pratiche commerciali sleali nei rapporti tra imprese del settore agricolo e alimentare;
i) nell’ambito degli interventi volti al potenziamento e alla promozione dell’agricoltura biologica occorre garantire il rispetto delle regole che rendono questi prodotti un valore aggiunto attraverso sistemi di controllo rigorosi, con particolare riguardo alle importazioni dei paesi terzi che adottano metodi di produzione biologica riconosciuti dall’UE;
j) sarebbe opportuno riconoscere lo sviluppo delle filiere corte e i sistemi produttivi alternativi, volti a valorizzare forme di produzione, trasformazione e commercializzazione locali, basati su qualità nutrizionale, benessere animale ed ambientale;
k) per il perseguimento degli obiettivi della strategia sono necessari adeguati investimenti nella ricerca scientifica, volti a sostenere gli agricoltori nella transizione verso la riduzione degli input preservando la sostenibilità economica dell’attività, nonché nell’innovazione tecnologica, anche attraverso la digitalizzazione e l’agricoltura di precisione, garantendo una sinergia tra le diverse fonti di finanziamento; maggiori investimenti nella ricerca scientifica sono, altresì fondamentali per contrastare le nuove fitopatie, la cui diffusione costantemente in aumento richiede anche trasparenza sui risultati ottenuti e task force dedicate, per assicurare la gestione sostenibile dei suoli agrari e per promuovere lo sviluppo delle migliori pratiche gestionali di allevamento;
l) sarebbe altresì opportuno prevedere misure volte a ridurre l’impatto ambientale nei settori critici dell’allevamento intensivo del bestiame e a sostenere adeguatamente tutti i processi di miglioramento della sostenibilità e delle certificazioni della filiera, attraverso l’estensione di pratiche agricole sostenibili, la prosecuzione nella riduzione degli input e lo sviluppo dell’energia rinnovabile;
m) gli interventi diretti a promuovere soluzioni per l’efficienza energetica nei settori agricolo e alimentare, anche attraverso lo sviluppo del fotovoltaico, dovrebbero essere accompagnati da un’adeguata pianificazione a livello territoriale, diretta a preservare la sostenibilità delle attività agricole, nel rispetto degli obiettivi di riduzione del consumo di suolo;
n) l’attuazione della strategia richiede un coordinamento tra le istituzioni a tutti i livelli di governance e un coinvolgimento degli operatori, affinché le misure concertate a livello europeo possano aiutare l’implementazione della strategia verso obiettivi di riforma ambiziosi e condivisi, tenuto conto dell’impatto trasversale delle misure previste nel settore e nella filiera alimentare;
o) l’introduzione di un sistema di regole armonizzate per un’etichettatura nutrizionale sulla parte anteriore dell’imballaggio, che rientra tra le azioni della strategia, deve escludere classificazioni, sulla base di indicatori sintetici che risultano fuorvianti per il consumatore, e fornire informazioni chiare sui valori nutrizionali degli alimenti, sulla scorta di quanto prevede il sistema “a batteria” italiano; tali regole dovrebbero in ogni caso avere carattere volontario, e non obbligatorio, e comunque escludere i prodotti agroalimentari a denominazione di origine protetta e a indicazione geografica protetta, nonché i prodotti con un unico ingrediente;
p) appare invece necessaria l’introduzione di regole chiare ed armonizzate sull’obbligo dell’indicazione d’origine dei prodotti, che devono anch’esse fornire ai consumatori gli strumenti necessari per compiere scelte alimentari consapevoli, sane e sostenibili;
q) appare altresì necessario, nel quadro di attuazione della strategia, implementare le misure di contrasto al fenomeno delle contraffazioni, con particolare riferimento all’ “Italian sounding”, rafforzando gli strumenti di controllo ed armonizzando le relative procedure di indagine in ambito europeo;
r) nell’ambito delle iniziative di cui sopra, un ruolo essenziale dovrebbe comunque essere svolto dall’educazione nutrizionale e dalle campagne di sensibilizzazione, attraverso azioni utili a formare ed informare i consumatori sulla qualità del cibo prodotto;
s) andrebbero altresì valutate politiche e misure per ridurre le disuguaglianze sociali e promuovere l’accesso delle fasce più vulnerabili ad un sistema alimentare più sostenibile e sano;
t) la strategia dovrebbe considerare maggiormente la pesca al fine di tenere conto delle potenzialità nello sviluppo degli elementi di sostenibilità del settore, favorendo l’adozione di modelli di economia circolare e a sostegno della rimozione e del sequestro di CO2, anche mediante l’utilizzo di imballaggi ecocompatibili; dovrebbero essere previsti interventi diretti a garantire la tracciabilità del pescato, sia in mare che nelle acque interne, ed una etichettatura chiara e comprensibile da parte del consumatore circa le informazioni sulla provenienza del prodotto ittico e lo stato di conservazione ; alcune indicazioni della strategia dovrebbero inoltre essere tenute in considerazione negli atti di programmazione del settore ittico; coerentemente ad un approccio più sostenibile ed ecocompatibile, la strategia andrebbe orientata verso la commercializzazione e un maggior consumo delle specie ittiche, sia del mare che delle acque interne, considerate “povere” ovvero poco note, o addirittura sconosciute ai consumatori, con il risultato di limitare la pressione sugli stock tradizionalmente pescati; l’acquacoltura in mare e nelle acque interne dovrebbe essere indirizzata verso modelli di gestione volti al controllo e al mantenimento della qualità ambientale e alla riduzione dell’impatto sull’ecosistema, nonché all’applicazione di sistemi di qualità; dovrebbero infine essere attuate politiche dirette a contemperare gli obiettivi di sostenibilità ambientale propri della strategia con quelli di tutela del reddito dei pescatori;
u) si valuti l’opportunità di adottare a livello nazionale misure coerenti con la strategia sia nell’applicazione della normativa vigente in materia di biodiversità agricola e sprechi, sia nell’adeguamento del Piano d’azione nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari (PAN), nonché nella definizione e nell’attuazione del Piano nazionale per la ripresa e la resilienza (PNRR) e, di concerto con le regioni, del Piano strategico nazionale e dei Piani di sviluppo rurale; l’adozione delle predette misure dovrebbe essere supportata da un’analisi dell’impatto degli obiettivi della strategia per l’Italia ed almeno includere azioni volte al potenziamento dell’agricoltura biologica, anche valorizzando le politiche e le esperienze locali sul cibo, nonché interventi a sostegno della ricerca, dell’innovazione, della formazione in agricoltura.

AUDIZIONI in Commissione Agricoltura: politiche del Farm To Fork

Nell’ambito dell’esame della Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni – Una strategia “Dal produttore al consumatore” per un sistema alimentare equo, sano e rispettoso dell’ambiente.

Le startegie “A Farm to Fork” e Biodiversità 2030 presentati il 21 Maggio scorso a Bruxelles dalla Commissione Europea sono, secondo le associazioni aderenti alla Coalizione Italiana CambiamoAgricoltura il primo vero tentativo di politica agroalimentare integrata, un fatto positivo che si colloca al centro del Green Deal accogliendo il principio che alimentazione, ambiente, salute e agricoltura sono materie strettamente connesse. In particolare la Strategia Farm to Fork, con approccio certamente innovativo, dichiara che “i sistemi alimentari devono urgentemente diventare sostenibili e operare entro i limiti ecologici del pianeta” e che “la sostenibilità deve ora diventare l’obiettivo chiave da raggiungere”.

Tra gli obiettivi della Strategia Farm to Fork, si evidenziano in particolare il ruolo positivo attribuito all’agricoltura biologica con l’impegno al raggiungimento del 25% della superficie agricola europea in biologico, la riduzione del 50% del rischio e della quantità dei pesticidi utilizzati in agricoltura e la maggior consapevolezza dei consumatori e delle imprese di trasformazione, affinché si riduca sia lo spreco alimentare che l’alimentazione a base di zuccheri, grassi e prodotti di origine animale.

Per le Associazioni della Coalizione #CambiamoAgricoltura, il principale punto debole della Strategia Farm to Fork riguarda il settore zootecnico per il suo contributo alle emissioni climalteranti, non fissando obiettivi di riduzione vincolanti, insieme alla necessaria promozione della progressiva riduzione e qualificazione dei consumi di prodotti di origine animale, benchè la Commissione fornisca, coraggiosamente, i dati che danno la misura della sfida: a partire dal ‘peso’ del sistema agro-alimentare nel bilancio delle emissioni climalteranti (il 29% sul totale) di cui ben la metà rappresentato dalla sola filiera zootecnica, che utilizza oltre i 2/3 dei terreni agricoli europei, risultando così la maggior beneficiaria di sussidi PAC.

La Strategia Farm to Fork riconosce “il ruolo chiave di agricoltori, pescatori e acquacoltori nel rendere i sistemi alimentari sostenibili”, e proprio per questo la nuova PAC dovrà, a differenza del passato, valorizzare questo ruolo di protagonisti del mondo agricolo promuovendo gli investimenti per l’ambiente, la difesa e restauro degli spazi naturali, aiutando le piccole aziende familiari che garantiscono il presidio dei territori, sostenendo maggiormente l’agricoltura biologica e spostando risorse per la zootecnia dalla produzione intensiva a quella estensiva e di qualità, con il miglioramento del benessere animale e la riduzione delle importazioni delle materie prime per i mangimi dai Paesi extraeuropei, causa principale della deforestazione.