“Allarme immotivato sul Parmigiano Reggiano”

L’On. Incerti commenta le anticipazioni sulla campagna promossa da OMS e ONU. Già pronta un’interrogazione di chiarimento al Ministro per le Politiche Agricole

Un allarme immotivato. Una notizia da verificare e approfondire in fretta”. L’onorevole reggiana Antonella Incerti commenta la notizia della campagna contro cancro, diabete e malattie cardiovascolari lanciata da Organizzazione mondiale della sanità (OMS) e ONU, che si appresterebbe a equiparare alcune eccellenze gastronomiche italiane a fumo e junk food.

L’obiettivo annunciato (e condivisibile) è quello ridurre nella dieta l’apporto di grassi saturi, sale, zuccheri e alcol, includendo però come “nocivi alla salute” – almeno stando alle notizie circolate in queste ore – alcuni prodotti tra i quali proprio il Parmigiano Reggiano. “Non c’è dubbio – incalza Incerti – che una sana alimentazione e uno stile di vita corretto non possano che essere un obiettivo positivo. Ma da lì a lanciare un allarme che si potrebbe riversare, come anticipato dalla stampa, su prodotti italiani quali Parmigiano Reggiano, prosciutto, olio d’oliva e vino ce ne passa. Ci siamo battuti sempre a tutela delle peculiarità del Made in Italy chiedendo l’indicazione sull’origine dei prodotti alimentari, a garanzia della qualità e salubrità dei nostri prodotti”.

Si arriverebbe peraltro ad additare gli alimenti cardine della “dieta mediterranea” che, oltre ad essere stata riconosciuta come patrimonio immateriale dell’umanità, è anche riconosciuta come dieta salubre. Esisterebbe invece l’ipotesi di apporre degli “allarmi” modello sigarette (nuoce gravemente alla salute) o imporre degli aggravi fiscali a molti prodotti, determinando un danno irreparabile alla filiera agroalimentare italiana che vale circa 41 miliardi di euro in termini di export.

Il Parmigiano Reggiano, nello specifico, sarebbe stato “bocciato” per una presenza di sale leggermente superiore alla quantità consigliata.  “Gran parte dei nutrizionisti – contesta la parlamentare dem – lo definisce invece come uno dei prodotti più sani e bilanciati, dall’alto valore biologico, importante fonte di proteine, una vera concentrazione di sostanze nutritive. Inoltre ha il vantaggio di avere un contenuto di grassi minore rispetto ad altri formaggi stagionati. Dunque si tratta di un allarme decisamente infondato. Comunque presenteremo un’interrogazione al Ministro delle Politiche Agricole per chiedere di sapere se il Governo risulti essere a conoscenza del fatto e quali iniziative intenda assumere, partendo dal lavoro svolto dal precedente Governo, in tutte le sedi istituzionali, comprese quelle comunitarie ed internazionali, a difesa delle proprie eccellenze nel settore agroalimentare”.

 

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